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lunedì 12 novembre 2018

Morbillo, a Bari il procurato allarme…a mezzo stampa

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Il TG2 (delle ore 13) e il TG1 Rai (delle ore 13:30) ma anche altri organi di stampa, hanno diffuso con grande risalto la notizia pubblicata oggi su “La Gazzetta del Mezzogiorno“di una “epidemia di morbillo“, comunicando che ci sarebbero 8 casi già accertati nell’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari. Il “contagio”, viene ribadito nei vari servizi, potrebbe essere stato innescato dal figlio di genitori “no-vax“.

“Il focolaio epidemico – si legge nell’articolo – sarebbe scoppiato, a quanto pare, anche per via della tardiva applicazione dei protocolli previsti dalla legge”. Insomma: una bambina di 10 anni, figlia di genitori anti-vaccinisti, potrebbe aver innescato una catena di contagi. Che ha riguardato anche un bimbo di 11 mesi, ricoverato nello stesso reparto del nosocomio barese per otite e ora alle prese con una malattia molto grave.

A stretto giro è arrivata la precisazione di Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia, secondo la quale non ci sarebbe “nessun allarme epidemia di morbillo in Puglia”. “Basta il ricovero di un bambino, come accaduto in questo caso, per innescare una normale catena di contagio tra i non vaccinati perché il morbillo è una patologia altamente contagiosa” ha proseguito assicurando che “la situazione non è preoccupante”. Ma proviamo a fare chiarezza. Con il termine epidemia, dal greco epi dêmos, letteralmente “sopra il popolo”, s’intende una malattia che colpisce un numero di individui significativamente superiore rispetto all’atteso, in una determinata popolazione e in un determinato lasso di tempo. L’endemia è la condizione di una malattia costantemente presente nelle condizioni di cui sopra. Il morbillo (dal latino medievale morbillus, vale a dire piccola malattia) è una patologia infettiva assai comune, normalmente benigna, superabile senza alcuna conseguenza deleteria e, anzi, conseguendone un’immunità a vita. L’Istituto Superiore di Sanità è chiaro in proposito: “Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita”. La sua presenza costante nella popolazione rientra a buon diritto nella condizione di endemia. La sua morbilità segue l’andamento comune delle malattie infettive (vedi grafico relativo alla morbilità e alla mortalità per morbillo in USA) e, dunque, è estremamente altalenante.

Nel 2017 i casi registrati in Italia sono stati circa 4.000, cioè, in maniera approssimativa, un caso ogni 150.000 abitanti. Negli anni Novanta si sono raggiunti anche i 30.000 casi/anno (considerando la popolazione di allora, un caso oltre meno di 20.000 abitanti) senza che questo costituisse allarme e, anzi, rientrando nella più assoluta normalità. L’articolo Il MORBALLO ovvero l’epidemiologia del morbillo in Italia del prof. Paolo Bellavite(Università di Verona) è documentato ed esplicativo in tal senso.

Insomma, è fin troppo evidente, numeri alla mano, che è impossibile parlare di “epidemia”, non essendo stato rilevato alcun numero di casi che esorbiti dalla più assoluta normalità per una malattia che, comunque, è endemica. È altrettanto evidente che non esiste la minima prova che il “focolaio” sia stato originato da una bambina ammalata, non fosse altro perché in una città che conta 323.370 abitanti (dati ISTAT del 1° gennaio 2018), capoluogo di una provincia con 1.264.000 abitanti e di una regione con oltre 4 milioni di abitanti, un “untore” è quanto meno difficile da individuare. Il fatto, poi, che la famiglia della bambina accusata sia “no-vax” non ha la minima rilevanza, se non come indice di una modalità d’informazione volutamente insinuante. 

La recente epidemia di morbillo che ha colpito la Mongolia (97% di copertura vaccinale) ha interessato quasi esclusivamente i vaccinati. Potrà essere interessante consultare i dati OMS relativi al morbillo in Ucraina: nel 2010 i casi furono 39 con una copertura del 56%, e furono 12.744 due anni dopo quando la copertura era salita al 79%. Nel 2016 i casi furono 90 con il 42% di copertura e l’anno seguente, con una copertura dell’86%, i casi toccarono i 4.782. Ma tutti i dati sono concordi a mostrare come la copertura vaccinale non abbia mai comportato una diminuzione della morbilità, dimostrando, anzi, il contrario.

Le fonti d’informazione citate hanno omesso di comunicare, comunque, se i casi registrati a Bari siano stati a carico di soggetti trattati da vaccino, se i soggetti colpiti fossero affetti da altre patologie e, soprattutto nel caso del TG2, hanno fatto passare l’idea che il morbillo comporti necessariamente effetti gravissimi, quando l’Istituto Superiore di Sanità pubblica “Il morbillo non ha sintomi gravi” e “Le complicazioni sono relativamente rare”.  Insomma, se ciò che comunica l’Istituto di Sanità è credibile, è impossibile non domandarsi quali e quanti effetti gravi ci si possano attendere da 8 casi. In definitiva, appare evidente come sia gli articoli dei quotidiani sia i servizi della televisione di stato tendano a procurare un allarme presso la popolazione a dir poco privo di un qualunque fondamento.

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mercoledì 10 ottobre 2018

Burioni: balle Faziose e teorie razionali.

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Di Paolo Bellavite (Scienziato)

Se le vaccinazioni non sono sufficientemente frequenti tra la popolazione, i virus possono circolare
(R. Burioni a “che tempo che fa” (RAI1) 7 ottobre 2018)

Se tutti sono vaccinati, i virus e i batteri non riescono a circolare
(R. Burioni a “Blog Mamma” 12 dicembre 2016)

Se la grande maggioranza della popolazione in cui vive un immunodepresso è vaccinata, i virus non circolano e lui è protetto
(P.L. Lopalco, Donna Moderna-news - 23 agosto 2018)

Questo post prende spunto dalla recente intervista di Burioni a Fazio, che comunque – come si vede dalle altre citazioni - è uno dei “cavalli di battaglia” delle campagne pro-vax, particolarmente attive nei periodi in cui si prospettano decisioni legislative. 

Le argomentazioni di Burioni e Lopalco, apparentemente accattivanti e con sicuro effetto sul pubblico e forse anche su alcuni medici, non hanno basi di evidenza scientifica. 
Sono delle autentiche opinioni personali e nascondono i problemi reali
Si potrebbero definire, nella migliore delle ipotesi, delle errate teorie epidemiologiche o, quando diffuse solo allo scopo di orientare l’opinione pubblica e i politici verso la sopportazione della vaccinazione coatta, delle fakes di natura prettamente faziosa e stumentale.

Il punto della “circolazione dei virus” va chiarito definitivamente per i cittadini e pure per i legislatori che stanno pensando di riformare la 119/2017 del trio Lorenzin-Guerra-Ricciardi. E’ abbastanza facile dimostrare come le affermazioni sopra riportate di Burioni e Lopalco siano dei puri “auspici”, senza alcun fondamento scientifico, né prova. DI FATTO, il morbillo continua a circolare anche in popolazioni altamente vaccinate e, per quanto riguarda l’Italia, i casi non correlano affetto con le diverse coperture nelle diverse Regioni o nei diversi anni. 

Di più: come facilmente prevedibile e previsto da chi scrive (tanto che lo aveva illustrato nella memoria alla Corte Costituzionale) il morbillo non segue le previsioni della Lorenzin e si diffonde in Regioni e Paesi europei in modo imprevisto. Ogni pseudo-previsione di valutazione epidemiologica “a tre anni” - come quella inserita alla fin fine nella legge 119/2017 al solo scopo di tranquillizzare gli ignari senatori esitanti - è semplicemente assurda.

Che molte vaccinazioni siano “utili” ed alcune proprio “necessarie” per ridurre il rischio di infezione individuale, non v’è dubbio, anche se il rapporto beneficio/rischio (rischio che non è nullo) deve essere sempre ben ponderato, sia per il soggetto da vaccinare sia per la popolazione nel suo insieme. Il punto da chiarire qui è un altro: se è vero o no che con la copertura a “tappeto” - che si dice di poter ottenere mediante vaccinazione obbligatoria, come prescritto dalla legge 119 – si otterrà l’obiettivo di bloccare la circolazione dei microbi. Se Burioni e Lopalco hanno ragione, o no.

Per brevità tralasceremo la questione della differenziazione tra virus e batteri (nominati pure dal famoso virologo) e tra diversi tipi di microbi, che comunque è importante per il rispetto dei requisiti dell’articolo 32 della Costituzione. Vi sono, infatti, molti batteri (come il Clostridium tetani, gli Haemophilus non-B, la Bordetella pertussis, i Meningococchi e il Corinebacterium diphteriae) la cui “circolazione” non è bloccata e spesso neppure influenzata dalla vaccinazione. In taluni casi si può persino ipotizzare che la vaccinazione universale faccia un danno alla società, favorendo a) l’emergere di ceppi resistenti, b) la trasmissione di microbi da parte dei vaccinati, come portatori asintomatici.
Concentriamoci pure sul caso “peggiore”, vale a dire il famoso morbillo, per il quale sarebbe stata decisa (ed ARBITRARIAMENTE estesa agli altri vaccini, stranamente senza che la Corte Costituzionale abbia fatto una piega) la famosa soglia del 95%.

Perché l’utopia di cancellare il morbillo con la vaccinazione è una balla (e pericolosa, come tutte le balle che hanno a che fare con la salute pubblica)? In altre parole: perché col morbillo non si è ancora arrivati alla immunità di gregge? La risposta è abbastanza semplice, anche se l’argomento ovviamente è complicato. Il motivo sta in tre fattori:

a) Le coperture
b) La contagiosità del virus
c) L’imperfezione del vaccino

Sarebbe da ignoranti negare l’importanza delle coperture vaccinali, per cui essa va al primo punto. Più alta è la copertura vaccinale, meno casi si verificano, questo è ovvio nella funzione dei vaccini. Quindi chi si vaccina ha meno probabilità di prendere il morbillo (ci mancherebbe altro!). Ad esempio, nell’ultima “epidemietta” di morbillo del 2017, considerando la fascia di età tra 1 e 39 anni (quella in cui si sono verificati più casi, in quanto gli “anziani” sono protetti dalla immunità conseguita col morbillo), la malattia ha colpito circa 600 persone tra i vaccinati (incidenza del 5 %) e circa 3000 tra i non vaccinati (incidenza del 24 %). Ciò non significa, però, che da questo concetto elementare si possa estrapolare l’altro, cioè che la circolazione del virus sarebbe arrestata da una cpertura del 95%! Infatti: il vaccino non è efficiente al 100%, b) è letteralmente impossibile vaccinare tutti i bambini e tutti gli adulti di una popolazione.

Infatti, la semplicistica e propagandistica visione di Burioni e Lopalco si infrange contro gli altri due punti menzionati.

E’ ben noto che la soglia critica dell’immunità di gregge (quella soglia oltre la quale il virus “non circola”) dipende dalla contagiosità del virus, indicata in breve dal parametro R0. R0 rappresenta il numero medio di casi secondari prodotti da un’infezione primaria in una popolazione interamente suscettibile. Per il morbillo, R0 è stato stimato attorno al 20, da cui si calcola che la soglia critica del “gregge” risulterebbe pari al 95% della popolazione esposta. Secondo altri autori, che hanno stimato l’epidemiologia del morbillo in popolazioni altamente vaccinate, R0 potrebbe essere stimata tra il 23 e il 40 (van, B. M., et al. 2010) e la soglia critica necessaria per raggiungere la immunità di gregge sarebbe attorno al 97%. In questa situazione, è facile calcolare che, se il vaccino ha un’efficienza inferiore al 95%, la percentuale di copertura necessaria per raggiungere l’immunità di gregge è superiore al 100%. Con un’efficienza del 90% (stimata ottimisticamente!) e un R0 di 20, la percentuale di popolazione (totale) da vaccinare è del 107%, cosa palesemente assurda, impossibile.

Inoltre, uno dei motivi dell’insufficienza di alte percentuali di copertura nel bloccare totalmente l’infezione del morbillo è il fatto che il valore R0, stimato inizialmente, si riferiva alla popolazione di soggetti di età pediatrica, praticamente gli unici colpiti in era pre-vaccinale, e alla previsione di una immunità permanente come quella naturale. Essendo colpiti i bambini, si prevedeva che vaccinando tutti i bambini la malattia si sarebbe estinta. Tale previsione, a distanza di 30 anni si è rivelata infondata, non solo in Italia ma in tutti i Paesi del mondo. L’età di comparsa del morbillo è spostata verso l’età adulta e almeno il 10% dei casi di morbillo interessa soggetti vaccinati da bambini. Vi sono già dati che indicano come il vaccino attuale non offre una completa garanzia di protezione (Holzmann, et al.. 2016). Una recente rassegna (Kulkarni, R. D., et al. 2017) sottolinea come i ceppi di virus più recenti mostrano epitopi che non sono condivisi dai ceppi del vaccino e che in tutta Europa e in altri paesi sviluppati che il morbillo si presenta sotto forma di focolai, riscontrabili anche in comunità e individui ben vaccinati. Uno studio concepito per studiare i casi di fallimento del vaccino anti-morbilloso in Russia ha rivelato che, nonostante livelli elevati di IgG e l’alta avidità degli anticorpi, l’effetto neutralizzante era scarso (Atrasheuskaya, A. V.,et al.. 2008).

Insistere solo su un leggero aumento delle coperture vaccinali nell’età pediatrica, ottenuto mediante l’obbligo, è una visione semplicistica e destinata all’insuccesso. Dando per scontato che le “racomandazioni” alla vaccinazione sono sempre auspicabili (tanto è vero che il Veneto – dove vigeva la libertà vaccinale informata - ha recuperato le normali coperture dopo un calo di due-tre anni, già alla fine del 2016, ben prima della legge Lorenzin), si dovrebbero rivedere le strategie di contenimento dell’infezione, predisponendo interventi adeguati che non siano sempre e solo “vacciniamo tutti e di più”. Per raggiungere tale auspicabile obiettivo sarebbe necessario: a) cercare di ottenere vaccini più efficaci e meno pericolosi, b) identificare altri fattori di infettività che influiscano sul valore R0, c) implementare il programmi di vaccinazione con successivi richiami, in modo da evitare il decadimento dello stato immunitario della popolazione, d) produrre vaccini virali monocomponenti che sono certo meno pericolosi di quelli tetracomponenti. Tuttavia, un simile drastico programma vaccinale avrebbe probabilità di successo solo se fosse attuato come minimo all’interno dell’area europea, o accompagnato da rigidi controlli sanitari alle frontiere italiane. Ecco perché, anziché imporre rigide misure per cercare di arrivare al fatidico stato “morbillo-free”, secondo un’altra prospettiva sarebbe più indicato “contenere” la malattia in dimensioni accettabili impiegando risorse proporzionali al reale pericolo.

A questo proposito sono da fare due notazioni importanti: la prima è confortante: il morbillo si è contenuto “da solo”, ben prima dell’introduzione dei vaccini. Questo andamento è evidentissimo per quanto riguarda la mortalità (in Italia si è passati da 5000 morti per anno a 5 nel corso del XX secolo) ma anche per quanto riguarda la semplice incidenza della malattia (Pezzotti, P., et al.2018). I casi di morbillo, già prima dell’adozione del MPR erano scesi da 300 a circa 60 casi per 100.000 abitanti/anno, riducendosi soprattutto la componente endemica. Lo stesso lavoro appena citato, prodotto da un team dell’Istituto Superiore di Sanità, effettua una estrapolazione per i prossimi anni, dimostrando che senza il vaccino si verificherebbero circa 30 casi di morbillo ogni 100.000 abitanti, una prospettiva quindi tutt’altro che disastrosa.

Alla luce di questo tipo di andamenti, è molto probabile che la epidemiologia del morbillo sia da riconsiderare, inserendo nei modelli la possibilità che la popolazione abbia sviluppato col tempo una sorta di immunità di gruppo, forse anche mediante meccanismi transgenerazionali di tipo epigenetico (l'epigenetica studia i meccanismi che determinano e / o perpetuano funzioni genomiche senza cambiamenti nella sequenza del DNA(Goldberg, A. D., et al.. 2007)). In altre parole, prende sempre più valore l’ipotesi che l’immunità da malattie infettive si possa trasmettere verticalmente tra generazioni. Recentemente, è stato dimostrato che le modificazioni epigenetiche regolano l'espressione dei geni chiave del sistema immunitario, sia per le risposte immunitarie innate che per quelle adattive (Obata, Y., et al. 2018). Molti stimoli infettivi, tra cui cellule batteriche o fungine e i loro componenti (LPS, β-glucano, chitina), nonché virus o addirittura parassiti sono considerati potenti induttori della memoria immunitaria innata. Inoltre, il ruolo dei nutrienti alimentari e del microbiota intestinale nell'influenzare la funzione immunitaria è ormai consolidato(Pickard, J. M., et al. 2017), suggerendo che cambiamenti generali dello stile di vita della popolazione abbiano concorso alla favorevole tendenza in diminuzione.

L’altra notazione importante da considerare è che la “circolazione” di un virus non deve essere vista solo per le sue connotazioni negative (produrre la malattia). Infatti, se un virus continua a circolare nella popolazione, ciò serve a mantenere attiva la memoria immunitaria di coloro che sono immunizzati (sia per malattia naturale sia per vaccino), perché ogni contatto rappresenta un potenziale richiamo. Soprattutto i vaccinati hanno un vantaggio dall’incontro col virus “selvaggio”: infatti, la protezione data dal vccino è più scarsa di quella naturale, anche perché la via di introduzione è diversa (iniettiva invece che repiratoria). Quindi il vaccinato, venendo a contatto con il virus per via respiratoria e montando una risposta immunitaria, attiverà anche le risposte locali del sistema repiratorio stesso. Questa strategia (lasciare libera la gente se vaccinarsi o meno, quindi accettare una circolazione basale del virus e vaccinare eventualmente solo coloro che non si sono immunizzati entro una certa età) è stata proposta già per la varicella (Donzelli, A. & Demicheli, V. 2018). Il razionale di questa proposta sta nel fatto che la varicella contratta da adulti o anziani è 100 volte più grave di quella contratta da bambini e che la eventuale scomparsa della varicella per “merito” dei vaccini, associata alla scarsa durata del vaccino stesso porterebbe ad un progressivo innalzamento dell’età di comparsa, salvo continue ri-vaccinazioni (a loro volta fonte di rischio non trascurabile). La presenza invece di una certa quantità di bambini che si ammalassero di varicella garantirebbe loro immunità perenne e agli altri (compresi i vaccinati) un serbatoio di virus che renderebbero perenne la immunità del singolo e del gruppo, senza necessità di rivaccinazioni. Tale strategia potrebbe implicare di vaccinare solo i soggetti che arrivassero all’età fertile senza essersi immunizzati (per evitare il rischio di contagio del feto, cosa che si faceva regolarmente per la rosolia), con un notevole risparmio anche in termini di costi per la sanità pubblica. Non è questo il luogo di discutere se tale strategia sia valida anche per il morbillo, che presenta problemi clinici diversi, ma certo non è più accettabile, nemmeno per questa malattia, una visione miope e irrealistica che mira esclusivamente all’aumento di coperture con ogni mezzo.

In futuro sarà comunque necessario superare una visione troppo limitata alla vaccinazione universale della fascia pediatrica ed implementare altri interventi quali, ad esempio: a) predisporre piani per le vaccinazioni “ad anello” al fine di interrompere quanto prima eventuali focolai, b) vaccinare gli operatori sanitari, che sono una delle categorie più colpite dal virus e quindi anche più implicate nella sua trasmissione, c) raccogliere maggiori dati sullo stato immunitario effettivo della popolazione, nelle varie fasce di età, per sapere quanti sono e come sono distribuiti i soggetti suscettibili, d) migliorare i test immunologici che attualmente si basano solo sulla sierologia e non sulla effettiva capacità di difesa antivirale del sistema immunitario, e) identificare e potenziare i mezzi “aggiuntivi” al vaccino per evitare il contagio o per ridurre la gravità clinica dell’infezione, f) aumentare il livello di conoscenza dei primi sintomi nella popolazione e tra gli insegnanti di scuola (in modo da segnalare i casi precocemente), g) raccomandare nei periodi epidemici un maggior uso di vitamina A.

Si spera che già dalle prossime decisioni legislative sia abolito l’inutile e controproducente obbligo pediatrico e relative sanzioni, consentendo un approccio alla sanità pubblica e alla profilassi vaccinale basato (veramente) sulla scienza e non sulle bufale televisive.

Voci bibliografiche citate

Atrasheuskaya, A. V., Kulak, M. V., Neverov, A. A., Rubin, S., & Ignatyev, G. M. 2008. Measles cases in highly vaccinated population of Novosibirsk, Russia, 2000-2005. Vaccine, 26(17): 2111-2118.
Donzelli, A. & Demicheli, V. 2018. [Varicella vaccination: scientific reasons for a different strategic approach]. Epidemiol.Prev., 42(1): 65-70.
Goldberg, A. D., Allis, C. D., & Bernstein, E. 2007. Epigenetics: a landscape takes shape. Cell, 128(4): 635-638.
Holzmann, H., Hengel, H., Tenbusch, M., & Doerr, H. W. 2016. Eradication of measles: remaining challenges. Med Microbiol.Immunol., 205(3): 201-208.
Kulkarni, R. D., Ajantha, G. S., Kiran, A. R., & Pravinchandra, K. R. 2017. Global eradication of measles: Are we poised? Indian J Med Microbiol., 35(1): 10-16.
Obata, Y., Furusawa, Y., & Hase, K. 2015. Epigenetic modifications of the immune system in health and disease. Immunol.Cell Biol., 93(3): 226-232.
Pezzotti, P., Bellino, S., Prestinaci, F., Iacchini, S., Lucaroni, F., Camoni, L., Barbieri, M. M., Ricciardi, W., Stefanelli, P., & Rezza, G. 2018. The impact of immunization programs on 10 vaccine preventable diseases in Italy: 1900-2015. Vaccine, 36(11): 1435-1443.
Pickard, J. M., Zeng, M. Y., Caruso, R., & Nunez, G. 2017. Gut microbiota: Role in pathogen colonization, immune responses, and inflammatory disease. Immunol.Rev., 279(1): 70-89.
Rusek, P., Wala, M., Druszczynska, M., & Fol, M. 2018. Infectious Agents as Stimuli of Trained Innate Immunity. Int J Mol.Sci, 19(2).
van, B. M., Kretzschmar, M., Wallinga, J., O'Neill, P. D., Wichmann, O., & Hahne, S. 2010. Estimation of measles vaccine efficacy and critical vaccination coverage in a highly vaccinated population. J R.Soc.Interface, 7(52): 1537-1544.
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lunedì 8 ottobre 2018

Roberto Burioni smonta le bufale sui vaccini a Che tempo che fa ???

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Roberto Burioni smonta le bufale sui vaccini a Che tempo che fa ??? 

Come al solito i paragoni esilaranti del giullare della Glaxo non sono mancati!  

Invece ve la do io una bella notizia!!!

Vi informo che ieri sera la RAI ha intervistato da Fabio Fazio il "professor" Roberto Burioni detto (Bubu), pagandolo anche 15.000€.
Molti italiani trovano la cosa insopportabile! Ed hanno scritto a Marcello Foa per protesta.

Vi lascio con questo proverbio che dovrebbe farvi riflettere:
"Attacca l'asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno."
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lunedì 24 settembre 2018

La Germania analizza i vaccini per uso umano: I risultati sono PAUROSI e in Italia li CENSURANO.

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E’ stato tutto insabbiato dai media, la TV ha ordini ben precisi: “Non ditelo in TV, la gente non deve sapere.”





Consigliamo a tutti di condividere, l’informazione libera e senza censure ce la creeremo noi sul web!

Questi dati scioccanti trovati nei vaccini per uso umano non sono come dire “nell’acqua hanno trovato tracce di alluminio”!! 
Qui la cosa è gravissima! I vaccini ci vengono iniettati nell’organismo e vanno nel sangue, negli organi e nelle cellule di tutto il corpo.


VACCINI E GERMANIAFIALE ANALIZZATE E UNA VERITÀ SCIOCCANTE!


Sono stati donati migliaia di euro ad una società no-profit di Herrenberg, nelle vicinanze di Stoccarda, denominata AGBUG e.V. per ricercare gli elementi contenuti nei vaccini attuali.



In origine, si intendeva indagare i vaccini per il loro contenuto di mercurio, ma andando avanti, l’associazione ha poi chiesto di estendere le indagini a tutti gli elementi ricercabili.

A questo scopo sono state inviate 16 differenti fiale di vaccini al laboratorio clinico ed ambientale Micro Trace Minerals, con sede in Germania, fondato nel 1975, che opera nel campo dell’analisi dei minerali e dei metalli tossici.

AGBUG ha ora pubblicato i risultati del primo lotto sul suo sito web (vedasi figura 1)


I 16 vaccini analizzati sono:


Afluria 2015/16 [vaccino antinfluenzale] ,

Bexsero [vaccino antimeningococco sierogruppo B, soggetto a monitoraggio addizionale] ,

Cervarix [vaccino bivalente antipapillomavirus umano],

Gardasil [vaccino quadrivalene antipapillomavirus umano],

Gardasil 9 [vaccino 9-valente antipapillomavirus umano] ,

Hexyon [nuovo vaccino esavalente, soggetto a monitoraggio addizionale] ,

Influvac 2016/2017 [vaccino antinfluenzale] ,

Menjugate [vaccino antimeningococco sierogruppo C] ,

Menveo [vaccino antimeningococco coniugato sierogruppo A, C,

W135 e Y+Neis-Vac C [vaccino antimeningococco sierogruppo C],

Prevenar 13 [vaccino antipneumococco 13-valente] ,

Rotarix [vaccino antirotavirus],

Rotateq [vaccino antirotavirus],

Synflorix [vaccino antinfluenzale],

Tetanol Pur [vaccino antitetanico],

Tetanus Impfstoff Mérieux [vaccino antitetanico]

AGBUG e. V. ha pubblicato da qualche giorno i risultati sul suo sito web.
8 febbraio, 2017: Tutti i risultati dei 16 vaccini investigati sono riassunti in una sola pagina




Una prima valutazione (8 febbraio 2017) evidenzia quanto segue:

Tutti i 16 vaccini verificati contengono piccole tracce di mercurio.

Otto dei 16 vaccini contengono piccole tracce di nichel.

Sei dei 16 vaccini contengono piccole tracce di arsenico.

15 di 16 vaccini contengono piccole tracce di uranio.
Tutti i 16 vaccini contengono piccole tracce di alluminio, anche se non dichiarato.
Gardasil, Gardasil 9 e Synflorix, contengono il doppio di alluminio come indicato.

Il contenuto di alluminio nei cosiddetti vaccini inattivati è da 1000 a 6000 volte superiori al limite per l’acqua potabile.

Tutti questi vaccini analizzati in Germania dimostrano ancora una volta che siamo in presenza di farmaci inquinati sui quali i controlli di sicurezza sono quanto meno insufficienti.
Le domande sono ora molteplici e la voglia di chiarezza è sempre più grande.
Quali danni causano queste sostanze in persone allergiche?
In che modo gli effetti patogeni delle sostanze contenute nei vaccini agiscono ( sappiamo benissimo che agiscono in maniera sinergica tra loro) ?

Perché queste sostanze patogene sono incluse in tutti i vaccini ?

Non dimentichiamo che diversi medici e scienziati hanno sottolineato la tossicità dell’alluminio sul nostro sistema immunitario eppure, lo iniettiamo nei nostri figli , sottoponendoli a vaccinazione dove il medesimo è presente in tracce.
Ovviamente la controparte continua a sostenere l’assoluta non tossicità di tali elementi grazie alla loro presenza in micro parti.
Questo vale anche per gli individui immunocompromessi?



Consigliamo a tutti di condividere, l’informazione libera e senza censure ce la creeremo noi sul web!

Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

http://www.vivereinmodonaturale.com/2017/11/la-germania-analizza-i-vaccini-per-uso.html
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domenica 23 settembre 2018

Cosa sono le scie chimiche e come stanno danneggiando il nostro cibo e acqua?

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Proprio quando pensavi che la Monsanto fosse invisibile, scopri che stanno combinando qualcosa di ancora più orribile. Quel che è ancora peggio è che è iniziato tutto molto tempo fa!

Alla fine degli anni '60 la Monsanto sostenne il segreto Muad 'Dib Geoengineering Lab 
per sviluppare la tecnologia " chemtrail " ; 
il loro programma di pietre preziose per proteggere la Terra dal riscaldamento globale tramite il controllo del clima. Sembra così umanitario, giusto? Sbagliato!
La maggior parte della gente scopre la realtà delle  " scie chimiche " leggendole inizialmente online e poi andando fuori, guardando verso il cielo, e notando strisce incrociate di nuvole bianche che scorrono dietro gli aerei a reazione, che si estendono da un orizzonte all'altro, trasformando infine il cielo in una foschia oscura. 
Le scie chimiche sono come la fantascienza trasformata in realtà. Una volta ho pensato che fossero innocue tracce di condensa nel cielo, ma dopo ulteriori indagini, non più!
In questo articolo risponderò alla domanda "cosa sono le scie chimiche?Condividerò gli effetti delle scie chimiche sul tuo ambiente, cibo, acqua e la loro connessione al cancro. Questa informazione ha lo scopo di aumentare la consapevolezza della tossicità nel nostro ambiente e incoraggiarvi ad eliminare le tossine che sono sotto il vostro controllo quando e dove potete.

Quali sono le scie chimiche?

Le scie chimiche sono aerosol geo-ingegnerizzati carichi di sostanze chimiche tossiche, inclusi ma non limitati a: bario, stronzio 90, alluminio, cadmio, zinco, virus e "chaff". Chaff sembra neve ma in realtà sono fibre di Mylar (come la fibra di vetro) rivestite con alluminio, cellule del sangue essiccate, plastica e carta. 
Il Chimico dei polimeri Il Dr. R. Michael Castle ha studiato per anni i polimeri atmosferici e ha identificato polimeri microscopici composti da forme fungine geneticamente modificate mutate con virus, che ora fanno parte dell'aria che respiriamo.
Le scie chimiche non hanno nulla a che fare con il processo di combustione del motore a reazione. Sono spesso disposti in un reticolo simile a una griglia da più piani (anche droni) dove si disperdono lentamente assumendo l'aspetto di nubi strane, dapprima strette, poi allargate, fumose fino a fondersi insieme per formare, se sufficientemente numerose, una bomboletta di aerosol che oscura il cielo blu e dà l'impressione di una coperta bianca sporca.
A differenza di normali scie che si dissipano rapidamente, le scie chimiche ( nuvole finte   come i miei figli le chiamano) a volte si richiedono ore per dissiparsi e, infine, si aprono a ventaglio in una   ragnatela   tipo una foschia lattiginosa che copre tutto il cielo. Poiché queste sono formate da minuscole particelle metalliche riflettenti, che alla fine raggiungono la terra.
SE Hai ancora dei dubbi? Ti prego di scaricare  questo file PDF  chiamato HR 2977 "The Space & Preservation Act del 2001". In questo documento il governo degli Stati Uniti ammette apertamente l'esistenza delle scie chimiche.
Queste prove non sono ancora abbastanza? E se ti dicessi che ci sono brevetti per queste cose del genere? L'immagine qui sotto è un brevetto statunitense del 1975 rilasciato a Donald K. Werle, Romas Kasparas, Sidney Katz, assegnato dalla Marina degli Stati Uniti, che descrive un metodo di dispersione per una "contrail in polvere".
scie chimiche
Qui ci sono solo alcuni brevetti relativi alle scie chimiche e alla geoingegneria:

Come influiscono le scie chimiche sul nostro cibo e acqua?

Riempiendo segretamente il cielo, senza la loro conoscenza e senza il tuo consenso, con miliardi di megatoni di alluminio, stronzio 90, bario e "chaff" per riflettere i raggi pericolosi del sole nello spazio è epico e brillantemente manovrato sull'insospettabile pubblico ignaro definendole  "Scie persistenti".
Tuttavia, ciò che sale, deve scendere e ogni giorno vengono bombardati da una ricaduta chimica e radioattiva superata solo dall'agente Orange, i prodotti chimici defogliatori sviluppati dalla Monsanto per spazzare via le giungle durante la guerra del Vietnam.
Poiché l'alluminio ha un'affinità per l'acqua, tutte le forme di vita attirano questi ossidi. Ciò provoca la contaminazione di frutta, verdura e bestiame anche se esposti all'aria aperta, perché le piante assorbono facilmente i sali di alluminio dal suolo nei loro sistemi vascolari. Tutto assorbe i sali di alluminio che sono nell'aria.
Gli alimenti trasformati sono riempiti con sali di alluminio e, il solfato di alluminio viene aggiunto all'acqua per renderlo più chiaro. Apparentemente siamo nella "Aluminum Age" ed è ovunque, ma così malsano secondo il Dr. Christopher Exley, professore di Bioinorganic Chemistry presso la Keele University nel Regno Unito.

Le scie chimiche stanno inquinando il nostro ambiente

La realtà è che questo "scudo di nubi tossiche" creato dall'aerosolizzazione dell'atmosfera, diminuisce le precipitazioni, intrappola il calore e aumenta l'umidità. Questo porta a una piaga di parassiti, muffe, malattie e, infine, alla distruzione del nostro prezioso strato di ozono che ci protegge dai pericolosi raggi UV, secondo Dane Wigington, un esperto solare.
Nella regione californiana di Mount Shasta, Francis Mangel, un biologo della fauna selvatica dell'USDA e specialista dell'acqua, ha riportato livelli elevati di alluminio, bario e stronzio nella neve di montagna, inquinando l'acqua potabile, i fiumi e il suolo della zona. Nel 2008, campioni in giro per il lago Shasta della California e l'affluente del braccio di Pit River sono stati testati in un laboratorio certificazione statale dopo settimane di passaggi di scie chimiche. I risultati dei campioni di acqua hanno mostrato 4.610 parti per milione di alluminio. Questo è 4.610 volte il livello massimo di contaminante! Con i livelli di tossicità dell'alluminio fuori dai grafici, le scie chimiche stanno mettendo a rischio i nostri sistemi di vita con danni irreparabili.
Cosa sono le scie chimiche

In che modo queste chemtrails visibili nel cielo sono collegate al cancro?

Come accennato in precedenza, lo "chaff" carico di alluminio che cade dal cielo entra nei polmoni causando malattie delle alte vie respiratorie, cancro ai polmoni, cancro al seno ed è la porta verso le aree vulnerabili del corpo comprese le pareti arteriose, dove si accumula come una placca.
Inoltre, la tossicità dell'alluminio genera una serie di disturbi neurologici e cancro al cervello, mentre il radio e il solfuro di cadmio di zinco provocano sinergicamente il cancro alle ossa. 
Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Inorganic Biochemistry dimostra che l'esposizione all'alluminio può aumentare le proprietà migratorie e invasive delle cellule di cancro al seno, mentre un articolo del 2012 nel Journal of Applied Toxicology mostra che l'alluminio promuove la crescita nelle cellule epiteliali mammarie umane. E la "produzione di alluminio" è stata classificata come cancerogena per l'uomo dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ( IARC ).
Accoppiamo questi studi con altri studi recenti che indicano che l'alluminio si lega ai recettori degli estrogeni cellulari e può causare proliferazione nei tessuti ormono-sensibili, e comprendiamo perché un gruppo di ricerca ha coniato un nuovo termine ("metallo-estrogeno") per descrivere una classe completamente nuova di interferenti endocrini a base di metalli (compresi alluminio, cadmio e bario). Inquietante, tutti questi metalli-estrogeni sono stati trovati nelle scie chimiche.
Inoltre, questi metalli-estrogeni, tossine chimiche e cocktail di bioingegneria stanno causando molteplici problemi nel sistema gastrointestinale e immunitario, la prima linea di difesa contro le malattie; distruggendo così la salute umana e le capacità cognitive. Inoltre, la distruzione dello strato di ozono consente ai raggi UV dannosi di entrare nell'atmosfera con conseguente aumento senza precedenti dei casi di cancro della pelle, per citare solo alcuni effetti dannosi delle scie chimiche.
Ho viaggiato in America Centrale, Europa e Medio Oriente e ho notato questi modelli nel cielo. Ho anche notato estati insolitamente fredde, alberi che muoiono e funghi infestati, verdure deformate proprio come i rapporti stanno descrivendo. E un aumento drammatico del cancro e insolite malattie terminali che sono diventate dilaganti.

In conclusione

Questi sono tempi tumultuosi e il governo globale sembra essere all'altezza di qualcosa di incredibilmente sinistro. È il classico a creare un problema, a escogitare la soluzione e ad emergere come eroe con semi e alberi geneticamente modificati (GM) resistenti all'alluminio. 
Tuttavia, cresce la preoccupazione che la terra diventi presto inadatta per alimenti biologici e fonti di acqua pura a causa della irrorazione senza restrizioni del nostro consenso. Sembra che il "controllo delle masse" abbia assunto un significato completamente nuovo.
Tuttavia, ci sono almeno alcune notizie incoraggianti. 
Secondo il dott. Exley, nell'ambiente c'è un'abbondanza di silicio che può detossificare gli effetti dell'avvelenamento da alluminio, così come gli integratori di siliceInoltre, la terapia chelante con EDTA può aiutare a rimuovere i metalli pesanti tossici dall'organismo e ripristinare la salute vascolare.
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